Alla riscoperta dei film svizzeri
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Alla riscoperta dei film svizzeri

La quotidianità di una famiglia di contadini di montagna della Gruyère col variare delle stagioni.

 

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Scheda tecnica

Titolo originale

  • Chronique Paysanne en Gruyère

Anno

  • 1990

Durata (minuti)

  • 87

Lingua originale

  • francese

Disponibile in

  • HD 1080p
  • audio: OV stereo
  • UT: de/fr/it

Cast

Regia

  • Jacqueline Veuve

Sceneggiatura

  • Jacqueline Veuve

Fotografia

  • Hugues Ryffel

Attori

  • Conrad Bapst
  • Louise Bapst
  • Romain Bapst
  • Jacques Bapst
  • Maurice Bapst
  • Céline Bapst

Casa di produzione

  • Aquarius Film Production
  • Les Productions JMH

Produttori

  • Jacqueline Veuve

Montaggio

  • Edwige Ochsenbein

Suono

  • Pierre-André Luthy

Musiche

  • André-Daniel Meylan

Digitalizzazione

Anno della digitalizzazione

  • 2017

Digitalizzato da

  • Cinémathèque suisse

in collaborazione con

  • Cinémathèque suisse

servizio di restauro audiovisivo

Raccomandato da

«Chronique paysanne en Gruyère»

Non manca nulla all’iconografia folcloristica della Gruyère: armailli – e cioè mandriani – con il loro tradizionale costume «bredzon», la pipa in bocca e il «capeto» calato sulla testa, il tradizionale costume da lavoro femminile, le vacche, il formaggio, le salite e le discese dall’alpeggio, la festa tradizionale svizzera del Bénichon. Trent’anni più tardi la bellezza senza tempo delle immagini di Hugues Ryffel e l’abilità del montaggio di Edwige Ochsenbein riescono ancora a commuoverci.

La cronaca di Jaqueline Veuve non ha nulla a che vedere con lo stereotipo della transumanza delle vacche su una cartolina postale, perché in questo caso tocca l’universale, l’essenziale. Potremmo essere in Gruyère, ma anche presso altre civiltà lontane. La vita passa, i luoghi comuni sbiadiscono: le donne si lamentano del peso delle usanze, le ragazze sposano uomini al di fuori del loro villaggio. La politica nazionale ed europea tocca il negozio e il bistrot dietro l’angolo (in francese come nel dialetto patois): gli accordi GATT minacciano i piccoli contadini, l’iniziativa per una Svizzera senza esercito scuote gli ambienti borghesi.

Il film offre uno spaccato straordinario di una Svizzera combattuta tra certe tradizioni ancora vive – a quanto pare la vendita dei costumi «bredzon» è tuttora fiorente – e un mondo in piena evoluzione.

Raccomandazione di Emilie Bujès

Premi e festival

Quality award (Swiss Federal Office of Culture)

2010
Florence, 51. Festival dei Popoli Firenze, 

1991
Prix Central Film Soleure
Honor Prize, Munich Festival
Chicago International Gold Hugo Award

extra e download

Grazie alla Cinémathèque suisse per aver fornito le foto

Behind the scenes

Diritti d'immagine: © JMH Productions. Collezione Cinémathèque suisse. Tutti i diritti riservati.

Link

jacquelineveuve.com